Nel calcio moderno, il main sponsor rappresenta una delle principali fonti di entrata per le squadre di Serie A, garantendo un afflusso economico essenziale per la sostenibilità finanziaria dei club. Ogni club cerca di assicurarsi un partner commerciale da esibire sulla parte frontale delle proprie maglie, non solo per questioni di visibilità, ma soprattutto per i ricavi che ne derivano. Si tratta, infatti, di accordi che possono valere decine di milioni di euro a stagione.

 

In un campionato sempre più competitivo, in cui le società devono rispettare parametri finanziari stringenti come quelli imposti dal Fair Play Finanziario, avere uno sponsor principale diventa quasi imprescindibile. L’assenza di uno sponsor, al contrario, rappresenta un’anomalia nel calcio moderno e può essere interpretata come una difficoltà nel trovare un accordo economicamente vantaggioso o una scelta strategica particolare del club. La Lazio è uno dei rari esempi di società che non ha sponsor sulle proprie maglie. Difficile comprenderne il motivo, proviamo a rispondere alla domanda, posta da tanti tifosi: perché la Lazio non ha lo sponsor?

 

Lazio, maglia senza sponsor: ecco perché

 

Trovare uno sponsor non è certamente una missione complicata, soprattutto se si è una realtà competitiva, tanto in Italia quanto in Europa. Lo diventa se, oltre alla questione economica, si è interessati alla sponsorizzazione di un brand che rispetti pienamente i valori e le aspettative del club. Il presidente della Lazio, Claudio Lotito, ha sempre sottolineato il suo obiettivo di proporre un calcio formativo, che possa effettivamente insegnare qualcosa. La medesima filosofia è attuabile alle questioni commerciali. E lo stesso patron biancoceleste ha affrontato, spesso e volentieri, l'argomento. "Sponsor? Non è facile averne uno in linea col valore effettivo del marchio e rapportato alle gerarchie che ci sono", le sue parole a margine di un recente evento alla LUISS.

 

La Lazio non ha lo sponsor. E non solo per ragioni economiche

 

Accanto all'aspetto economico, quindi, si lega quello più "etico", in altre parole. E nel caso della Lazio, sembrano aver concorso a un mix che porta la squadra a indossare ancora maglie senza sponsor. "Se avessimo ricevuto offerte importanti, non le avremmo declinate", così Lotito ai microfoni di Radio Radio, a voler sottolineare la ricezione di proposte non giudicate all'altezza del club. Poi, ha chiarito: "Non intendo sminuire il valore del nostro marchio, tanto per avere uno sponsor: oltre al valore economico, deve esserci anche quello morale". Il compito diventa inevitabilmente più complicato: l'ultimo sponsor risale alla stagione 2022/23, e prima ancora bisogna tornare alla stagione 2018/19 per vedere le divise della Lazio con il nome di un brand sulla parte anteriore.

 

Nuovo sponsor Lazio, voci e rumors

 

Voci e rumors sull'argomento sono stati numerosi nel corso degli anni: dall'inizio della sponsorizzazione di un brand cinese a uno sponsor arabo. Nulla che si sia concretizzato. E a dir la verità, la buona riuscita della trattativa sarebbe stata sorprendente, anche perché hanno fatto discutere le parole di Lotito in occasione della scelta della Roma di porre sulle proprie divise un marchio di Riyadh, in corsa con Roma per EXPO 2030. "Io non avrei mai firmato con uno sponsor del genere. E ora metto SPQR sulle maglie della Lazio", la sua presa di posizione e la risposta agli storici rivali.

 

Insomma, la situazione sembra in stand-by e lontana da una sua risoluzione, che garantirebbe alla Lazio importanti ricavi in più. Tuttavia, le ultime parole del responsabile marketing della Lazio, rilasciate a Radio Laziale, fanno ben sperare. O perlomeno, svelano la presenza della questione sponsor sul tavolo della dirigenza della Lazio: "Lavori in corso, vediamo. Il presidente Lotito in prima persona si sta occupando del main sponsor". Quel che è certo è che, dopo anni di ininterrotte sponsorizzazioni - da Seleco nel 1982/83 a Edileuropa nel 2009/10, passando per Cirio, lo sponsor del secondo scudetto - la Lazio sta avendo (inaspettate) difficoltà nel proseguire.