Un fenomeno alla guida, in grado di aggiudicarsi già otto volte il Mondiale. Traguardi che potevano esser ancora di più con qualche caduta in meno. Marc Marquez termina, spesso e volentieri, la propria gara prima del dovuto. Errori individuali, contatti con altri piloti o un terreno insidioso: le motivazioni sono diverse, di volta in volta. Quello che non cambia, indipendentemente dalle stagioni o dal circuito, è l'azione principale: la caduta. Il trend si è talmente confermato nel corso degli anni che gli appassioni di MotoGP hanno iniziato a chiederselo: perché Marquez cade sempre? Cerchiamo allora di dare una risposta alla domanda.

 

Marquez e le numerose cadute: la spiegazione

 

La sua forza e la sua debolezza. Marc Marquez guida sempre al limite. Questo gli permette di essere più determinato, spregiudicato rispetto agli altri piloti, di essere in grado a prendersi qualche rischio in più per portarsi in prima posizione. Non è mancanza d'attenzione, piuttosto la consapevolezza di esser pronto a tutto per la vittoria. Una filosofia che l'ha fatto essere chi è oggi, certo, ma che l'ha fatto cadere più volte del dovuto. Chiamato a spiegare i numerosi incidenti, al contrario, lo spagnolo ha sempre chiamato in causa la moto: una certa difficoltà col freno anteriore quando era nel team Gresini, il fatto di dover prendere più rischi degli altri per poter mantenere il ritmo degli avversari quando invece era in Honda. Tuttavia, ed è stato lui stesso ad ammetterlo a Sky Sport Moto GP, "quando un pilota cade, l'errore finale è del pilota".

 

Marquez ad Austin e l'ennesima caduta: cos'è successo?

 

Ad Austin, nel terzo GP della stagione, Marquez ha nuovamente perso il controllo della moto quando, invece, era in totale controllo della gara. Prima posizione, seguito da suo fratello Alex e da Bagnaia al terzo posto. Un incidente che l'ha costretto a ritirarsi, perdendo anche il primato nella classifica generale del Motomondiale. Non c'è da fare un dramma, ma da riflettere sull'errore. Come ha spiegato lui stesso nell'intervista post-gara a Sky: "La vita è così, ieri dopo la Sprint non ero super Marc e oggi è stato un disastro ma sono contento, il livello competitivo era quello giusto, ero forte. E so perché sono caduto: ho tagliato troppo il cordolo. Il lato positivo è che anche dopo questa caduta sono a -1 dal leader, questo mi dà continuità".