Igor Tudor è il nuovo allenatore della Juventus. Il coronamento di un lungo percorso per l'allenatore croato, che a Torino, sponda bianconera, ha già vissuto e lavorato prima da calciatore, poi da allenatore in seconda di Andrea Pirlo. Contratto firmato fino al termine della stagione e ufficialità giunta nel pomeriggio di domenica 23 marzo, nello stesso comunicato in cui veniva annunciato l'esonero di Thiago Motta. Certamente, la squadra e il gioco subiranno delle importanti modifiche. Per il rush finale di Serie A, con l'obiettivo di agguantare la qualificazione alla prossima Champions League, la dirigenza della Juve ha scelto di affidarsi al tecnico ex Lazio. A tal proposito, andiamo a ricordare insieme le squadre che Tudor ha allenato nella propria carriera. Da dove è partito? E qual è stata la sua ultima esperienza?

 

Squadre allenate da Tudor: la (breve) parentesi alla Lazio

 

Deve ancora compiere 47 anni, ma Tudor può vantare già un curriculum piuttosto nutrito. Ha allenato diverse squadre del panorama europeo - anche in Croazia e in Italia, la sua patria e la sua seconda patria. L'esperienza più recente risale ai pochi mesi trascorsi sulla panchina della Lazio. Il tecnico ha accettato la chiamata di Lotito, che nel marzo del 2024 ha voluto lui per sostituire Maurizio Sarri. L'esordio fu proprio contro la Juventus, con la vittoria nel finale per 1-0 all'Olimpico. In nove partite, la Lazio mantenne una media di due punti a gara (18 punti in 9 partite). Tudor riuscì a recuperare terreno su quasi tutte le squadre. Quattro su Fiorentina e Bologna, cinque sul Milan, sei su Juventus e Roma, conquistando la qualificazione all'edizione seguente dell'Europa League. Ma il rapporto si è concluso in estate, non senza polemiche.

 

Tudor alla Juve: ma cosa non è andato alla Lazio?

 

Alla Lazio, come anticipato, è rimasto appena 79 giorni, finendo per rassegnare le dimissioni esattamente come il suo predecessore. A Roma, il tecnico aveva completamente rotto col passato, tanto che avrebbe voluto cambiare dieci giocatori, molti dei quali acquistati in estate. Il croato, inoltre, non aveva digerito il trattamento riservato in fase di rinnovo a Kamada, che con lui era diventato centrale. Qualcosa, insomma, si era rovinato in corsa. Anche perché a marzo l'allenatore aveva promosso gran parte della squadra, considerandola comunque adatta alle sue idee. Al contrario, a maggio era già di un altro avviso. E questo ha spiazzato la società, logorando i rapporti e finendo con il burrascoso addio.

 

Tudor, da calciatore ad allenatore: gli inizi

 

La carriera da allenatore di Tudor inizia nel 2009 sulla panchina dell'Hajduk Spalato dove ricopriva il ruolo di collaboratore dello staff tecnico e allenatore delle giovanili. Poi l'inserimento dello staff tecnico della nazionale croata al fianco di Stimac, infine il ritorno all'Hajduk, questa volta come allenatore capo. Nel 2015, il trasferimento in Grecia e in Turchia: prima al PAOK, poi al Karabukspor, infine la grande chance rappresentata dalla chiamata del Galatasaray. Un'esperienza che, però, gli ha regalato poche soddisfazioni. Dunque, il ritorno in Italia per guidare l'Udinese, venendo chiamato in due diverse occasioni e portando la squadra alla salvezza entrambe le volte, prima di essere esonerato nel 2019.

 

L'esperienza "infuocata" di Tudor sulla panchina del Marsiglia

 

Dopo un altro spezzone all'Hajduk, ecco ancora la Juventus, ma questa volta come vice di Pirlo. Al Verona ha portato la squadra a una salvezza, tranquilla, mentre al Marsiglia s'è dimesso in quanto inviso a una fetta di tifoseria e all'ambiente in generale. Lo stesso presidente del club francese, Pablo Longoria, ne parlò pubblicamente in un'intervista a La Provence: "Ciò che ha sofferto Igor non lo augurerei al mio peggior nemico. Si è ritrovato in un club dove tutti erano contro di lui, dentro e fuori. Molte persone si sono organizzate per aumentare la tensione contro di lui. La gente chiedeva il ritorno di Jorge Sampaoli, altri chiedevano di dare potere ai giocatori. Ci sono state richieste ai gruppi di tifosi per cacciare l'allenatore. Quando sono tornato al Marsiglia, sentivo che il pre-campionato era come la 37esima giornata di campionato, ci si doveva giocare la vita. Non è normale".

 

Dall'Hajduk alla Lazio, conquistando traguardi importanti, un titolo - la Coppa di Croazia con la squadra di Spalato nel 2012-13 - e rendendosi protagonista di scontri infuocati. Ora la Juve per ritornare sul palcoscenico della Serie A e regalare ai bianconeri un posto nell'Europa dei grandi, fondamentale sotto ogni punto di vista.