
Moto GP, i piloti parlano italiano: i motivi
La nostra lingua, l'italiano, è la seconda lingua del paddock, dopo l'inglese. Questo perché tantissimi piloti, ingegneri e meccanici di MotoGP e delle categorie minori parlano italiano o hanno comunque soggiornato per un lungo periodo di tempo nel nostro Paese. Ma qual è il segreto di tutta questa "italianità" in un ambiente così internazionale come quello della MotoGP?
MotoGP, l'italiano è la seconda lingua del paddock
Uno dei segreti sta alle origini della carriera di ogni pilota. L'Italia può vantare alcune delle migliori scuole di motociclismo al mondo e anche i vari campionati si svolgono proprio nei circuiti nella nostra Penisola, inclusi due GP (Gran Premio d'Italia e di San Marino). La seconda ragione di questa popolarità della lingua italiana nei box della MotoGP è senz'altro il modo in cui il nostro Paese arricchisca e abbia arricchito negli anni la storia di questo sport. Dalla presenza di un campione indiscusso come Valentino Rossi all'attuale predominio della Ducati, senza dimenticare il fatto che ben tre italiani (Rossi, Agostini e Bagnaia) fanno parte della Top 10 relativa al numero di vittorie in MotoGP.
Ducati "monopolizza" la MotoGP
Ducati è stata la prima casa europea a raggiungere il traguardo delle 100 vittorie in MotoGP, conquistato lo scorso 22 settembre al termine del Gran Premio dell'Emilia-Romagna. Il 2023 è stato l’anno in cui Ducati ha ottenuto il maggior numero di successi in MotoGP: 17. In quella stagione e nella seguente (2024), la scuderia italiana non è mai rimasta per più di un GP senza vincere.
Insomma, un vero monopolio certificato dal fatto che nel 2024, a stagione non ancora terminata, Ducati si è aggiudicata il quinto Titolo Costruttori consecutivo dal 2020. Nell'arco di un tempo relativamente breve, si è imposta come riferimento nel mondo delle corse, riempiendo di "italianità" i box della MotoGP. Dallo staff a chi effettivamente guida le moto: non mancano i riferimenti al nostro Paese. Che si "sfida" con la Spagna per quanto riguarda la presenza di piloti iberici. Ma che non ha praticamente alcuna competizione a livello di scuderia.